Di nuovo insieme !!!!

sabato 10 giugno 2006

Escursione in montagna
Cena

Racconto di Emanuele Angeletti

Ciao a tutti, sono iscritto alle newsletters del sito "CAMMINARE INFORMA" e qualche giorno fa mi è arrivata l'ultima mail con una lettera davvero interessante, che vi invito a leggere (in fondo alle mie riflessioni).
Oggi, Roberta D., anche lei iscritta evidentemente, l'ha inviata agli altri della classe...ha fatto molto bene, tanto che mi ha suscitato simpatia e qualche pensiero che voglio condividere con voi.

E' il segno che noi ex 5BP abbiamo qualcosa in comune, oltre agli anni di studi passati insieme.
Ebbene, questo è bello, perché credo che gli anni delle superiori siano gli anni più belli per un ragazzo/a...gli anni dell'adolescenza che ci catapultano verso la gioventù, passando per la "maturità"...gli anni delle eterne contestazioni, degli amori (tra i banchi e fuori), gli anni delle avventure, degli stravizi, delle ore piccole, dell'osare sempre e comunque, per il gusto di farlo. Anni di incoscienza e di grandi sentimenti. Anni di grandi pensieri e di grandi ideali. Anni di sogni e speranze. Anni spensierati e ribelli. Anni di grandi amicizie che poi spesso, finiscono dietro l'angolo.
E' brutto pensare che i cinque anni più belli della nostra vita possano passare senza lasciare traccia. Eppure, per la maggioranza dei ragazzi che si salutano alla maturità, è così: si ritrovano dopo un anno per la classica cena di classe e poi magari neanche si ricordano il nome di tutti...

Noi abbiamo qualcosa in più, per fortuna...Non è tutto merito nostro. E' forse stato il caso o il destino a farci incontrare, aiutato da grandi insegnanti e dalla voglia di stare insieme. Grandi insegnanti che a loro volta, hanno "osato" e ci hanno insegnato anche a vivere, ed è questo che ricordiamo meglio, a differenza delle funzioni, disequazioni, battaglie storiche, leggi ecc...
Fisiologicamente qualcuno si è perso per strada, qualcun'altro forse lo farà (spero di no!!!), ma il nocciolo centrale del gruppo può vantare di condividere tante cose: L'essere cresciuto insieme, maturato, vissuto. Può vantare di condividere l'amore per la natura e per le piccole cose che fanno grande una persona: l'umiltà, l'onestà ed il rispetto verso chi gli sta accanto.
Può vantare di riconoscere che gli alunni che hanno composto la ex 5BP, non sono state delle persone qualsiasi che si incontrano per caso e con cui si condivide una stanza di un 'istituto scolastico per 5 anni...quei ragazzi, sono stati e sono COMPAGNI (cum panis)!!!

A presto.

Emanuele A., il CO-rappresentante!


ALLEGATO:

LA GITA A PIEDI, CAMMINANDO LENTAMENTE
Il vero scopo del viaggio non è "arrivare", ma "camminare", non è la "meta", ma il "percorso", non è il "dove", ma il "come".
Se chiediamo agli studenti delle nostre scuole qual è l'esperienza più significativa della "gita scolastica", raramente ci sentiremo rispondere "...il luogo, la località, il museo visitato, la mostra vista". Le risposte che ci sentiamo dare sono tutte centrate sul clima della classe, la situazione, lo stare insieme con i compagni, il tempo passato insieme in modo diverso dalla solita routine scolastica.
Ecco, credo che dobbiamo riflettere su questo e far sì che la gita divenga sempre più una occasione per vivere l'importanza del cammino e non dell'arrivo. Viene alla memoria il bellissimo film La gita scolastica, di Pupi Avati, dove una classe di quinta liceo, per premio, vince una gita a piedi, di più giorni, da Bologna a Firenze. Nel film, se ben ricordo, nemmeno appare Firenze. Tutto è centrato sull'andare, sulla magia del cammino, sugli imprevisti incontri, sulle relazioni fra i camminatori.
Da qui la mia proposta alle scuole italiane, dalle scuole d'infanzia alla secondarie di 2° grado: la gita scolastica a piedi.
Si parte da scuola: un buon paio di scarpe, una buona attrezzatura, uno zainetto o zaino, borraccia, cappellino, occhiali... poi via, alla scoperta di spazi, luoghi e incontri "talmente vicini" che spesso ci sfuggono a causa del dis-orientamento o del poco tempo che i mezzi di comunicazione troppo veloci (auto, telefono, internet...) ci lasciano. Sono convinto che la gita scolastica, partendo da scuola e camminando a piedi, sia un'opportunità per i ragazzi e le ragazze delle classi, per conoscersi meglio, per rispettarsi maggiormente, per accettare il passo lento del più debole, per scoprire un mondo imprevisto a noi vicino. Altri vantaggi immediati li possiamo subito constatare: abbattimento non indifferente di costi, riduzione di inquinamento, minor consumo di un bene prezioso qual è il petrolio.
Ci sembra poco?
Attendo Vostre considerazioni, ma soprattutto "diari delle Vostre gite scolastiche a piedi".
Gianfranco Zavalloni

www.scuolacreativa.it