Racconto
di Emanuele Angeletti
Ciao a tutti, sono
iscritto alle newsletters del sito "CAMMINARE
INFORMA" e qualche giorno fa mi è arrivata l'ultima mail
con una lettera davvero interessante, che vi invito a leggere (in fondo
alle mie riflessioni).
Oggi, Roberta D., anche lei iscritta evidentemente, l'ha inviata agli
altri della classe...ha fatto molto bene, tanto che mi ha suscitato simpatia
e qualche pensiero che voglio condividere con voi.
E' il segno che noi
ex 5BP abbiamo qualcosa in comune, oltre agli anni di studi passati insieme.
Ebbene, questo è bello, perché credo che gli anni delle
superiori siano gli anni più belli per un ragazzo/a...gli anni
dell'adolescenza che ci catapultano verso la gioventù, passando
per la "maturità"...gli anni delle eterne contestazioni,
degli amori (tra i banchi e fuori), gli anni delle avventure, degli stravizi,
delle ore piccole, dell'osare sempre e comunque, per il gusto di farlo.
Anni di incoscienza e di grandi sentimenti. Anni di grandi pensieri e
di grandi ideali. Anni di sogni e speranze. Anni spensierati e ribelli.
Anni di grandi amicizie che poi spesso, finiscono dietro l'angolo.
E' brutto
pensare che i cinque anni più belli della nostra vita possano passare
senza lasciare traccia. Eppure, per la maggioranza dei ragazzi che si
salutano alla maturità, è così: si ritrovano dopo
un anno per la classica cena di classe e poi magari neanche si ricordano
il nome di tutti...
Noi abbiamo qualcosa in più, per fortuna...Non
è tutto merito nostro. E' forse stato il caso o il destino a farci
incontrare, aiutato da grandi insegnanti e dalla voglia di stare insieme.
Grandi insegnanti che a loro volta, hanno "osato" e ci hanno
insegnato anche a vivere, ed è questo che ricordiamo meglio, a
differenza delle funzioni, disequazioni, battaglie storiche, leggi ecc...
Fisiologicamente qualcuno si è perso per strada, qualcun'altro
forse lo farà (spero di no!!!), ma il nocciolo centrale del gruppo
può vantare di condividere tante cose: L'essere cresciuto insieme,
maturato, vissuto. Può vantare di condividere l'amore per la natura
e per le piccole cose che fanno grande una persona: l'umiltà, l'onestà
ed il rispetto verso chi gli sta accanto.
Può vantare di riconoscere che gli alunni che hanno composto la
ex 5BP, non sono state delle persone qualsiasi che si incontrano per caso
e con cui si condivide una stanza di un 'istituto scolastico per 5 anni...quei
ragazzi, sono stati e sono COMPAGNI (cum panis)!!!
A presto.
Emanuele A., il CO-rappresentante!
ALLEGATO:
LA
GITA A PIEDI, CAMMINANDO LENTAMENTE
Il vero scopo del viaggio non è "arrivare", ma "camminare",
non è la "meta", ma il "percorso", non è
il "dove", ma il "come".
Se chiediamo agli studenti delle nostre scuole qual è l'esperienza
più significativa della "gita scolastica", raramente
ci sentiremo rispondere "...il luogo, la località, il museo
visitato, la mostra vista". Le risposte che ci sentiamo dare sono
tutte centrate sul clima della classe, la situazione, lo stare insieme
con i compagni, il tempo passato insieme in modo diverso dalla solita
routine scolastica.
Ecco, credo che dobbiamo riflettere su questo e far sì che la gita
divenga sempre più una occasione per vivere l'importanza del cammino
e non dell'arrivo. Viene alla memoria il bellissimo film La gita scolastica,
di Pupi Avati, dove una classe di quinta liceo, per premio, vince una
gita a piedi, di più giorni, da Bologna a Firenze. Nel film, se
ben ricordo, nemmeno appare Firenze. Tutto è centrato sull'andare,
sulla magia del cammino, sugli imprevisti incontri, sulle relazioni fra
i camminatori.
Da qui la mia proposta alle scuole italiane, dalle scuole d'infanzia alla
secondarie di 2° grado: la gita scolastica a piedi.
Si parte da scuola: un buon paio di scarpe, una buona attrezzatura, uno
zainetto o zaino, borraccia, cappellino, occhiali... poi via, alla scoperta
di spazi, luoghi e incontri "talmente vicini" che spesso ci
sfuggono a causa del dis-orientamento o del poco tempo che i mezzi di
comunicazione troppo veloci (auto, telefono, internet...) ci lasciano.
Sono convinto che la gita scolastica, partendo da scuola e camminando
a piedi, sia un'opportunità per i ragazzi e le ragazze delle classi,
per conoscersi meglio, per rispettarsi maggiormente, per accettare il
passo lento del più debole, per scoprire un mondo imprevisto a
noi vicino. Altri vantaggi immediati li possiamo subito constatare: abbattimento
non indifferente di costi, riduzione di inquinamento, minor consumo di
un bene prezioso qual è il petrolio.
Ci sembra poco?
Attendo Vostre considerazioni, ma soprattutto "diari delle Vostre
gite scolastiche a piedi".
Gianfranco Zavalloni
www.scuolacreativa.it |